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Il ruolo delle confidi nell'economia nazionale convegno a Colleferro - RM

 

Negli ultimi cinquanta anni i confidi sono stati partner insostituibili delle piccole e medie imprese italiane che hanno potuto contare su di essi per migliorare le loro possibilità di accesso al credito e le condizioni stesse di tale accesso. Le origini dell’esperienza di mutualità tra imprese dell'industria per garantire collettivamente il credito. Lo spirito delle origini è immutato, sebbene costantemente ripensato e adattato al mutare degli scenari e delle esigenze delle imprese, infatti con il protocollo di Basilea e in seguito Basilea 2, due protocolli che hanno regolamentato a livello comunitario il sistema finanziario quindi la riforma dei confidi, che disegna i contorni della loro evoluzione futura prevedendone la trasformazione, alternativamente, in banche di credito cooperativo e intermediari finanziari vigilati.

Sono molte, ormai, le occasioni nelle quali i ministri Tremonti e Sacconi, durante le loro pubbliche apparizioni sottolineano con una certa sollenità l'importanza ed il ruolo che le Confidi hanno nell'attuale momento economico. Ma non solo, infatti se ne confermano la loro specificità per concorrere a lenire la pesantezza del momento e aiutare soprattutto, le piccole e medie aziende, i commercianti e gli artigiani a stare in piedi e a tener duro davanti all'urto della crisi produttiva e all'avanzare della nuova disoccupazione che supera ormai le 500.000 unità di espulsioni dalle attività produttive.

Il pensiero e il ragionamento dei Ministri del Governo Berlusconi non farebbero una grinza se alle loro affermazioni corrispondesse un sostanziale coinvolgimento delle Confidi e Cooperative finanziarie. Queste figure giuridiche e imprese finanziarie, abilitate e registrate nelle liste speciali al Ministero del Tesoro, che in passato hanno dato un notevole contributo al processo di sviluppo economico dell'imprenditoria ed in particolare delle piccole e medie imprese, sono e restano ancora strumenti di opportunità che nessuna banca, anche la più affermata sul territorio, è in grado di dare forza e concretezza alla domanda che viene dagli artigiani, dai commercianti e dalle piccole e medie imprese.

Questi strumenti economico-professionali, seppur considerati operatori diversi da banche, e in verità lo sono, hanno la caratteristica di stare sul territorio e nel mezzo del crogiuolo economico della crisi, di conoscere il polso della situazione non cinica della domanda del credito ed una sensibilità che agli istituti di credito, oggi come ieri, non passa neanche per l'anticamera del loro tornaconto aziendale. Sono enti questi, che considerano basilare che il richio non esista e se ci dovesse essere questo dovrebbe cadere sugli altri. Tutto ciò alla faccia della libertà del mercato e della parte che ognuno deve fare, mettendoci del proprio, nel processo di rilancio dello sviluppo socio-economico del Paese.

A maggior ragione da parte degli istituti bancari che in questo momento di fronte ad una crisi che li coinvolge quasi tutti, non solo per i processi internazionali dell'ingegneria finanziaria che ha arricchito dirigenti alquanto avventurosi, ma anche per una politica finanziaria che ha puntato, sino ad oggi, a favorire le grandi imprese che hanno teso a scaricare i costi sulla collettività privatizzando gli utili e socializzando le perdite, incuranti delle conseguenze gravi di cui hanno enormi responsabilità ed hanno concorso all'attuale stato delle cose, riproponendosi nelle vecchie proposte finanziarie come nulla fosse successo nel frattempo.

Qualcuno dovrebbe spiegare senza reticenze agli operatori economici, e soprattutto alle piccole attività produttive che insieme rappresentano il 95% dell'imprenditoria italiana, come uscire veramente dalle difficoltà se non si modificano i termini di accesso al credito, rimodulando interventi sul mantenimento dell'occupazione che eviti l'espulsione operativa dall'impresa del personale e un profondo ridimensionamento della stessa espellendola, di fatto, dal mercato.

Qualcuno dovrebbe creare le condizioni vere ed effettive per un allargamento della base dell'affidamento finanziario verso i progetti innovativi o al completamento degli stessi sostenendo, o magari allargando, le obbligatorietà aziendali pubbliche e private, precedentemente assunte, con aperture sensibili alla nuova situazione o impegno.

Qualcuno dovrebbe sensibilizzare le Istituzioni Pubbliche ad un maggiore rispetto verso tutti gli organismi finanziari riconosciuti dalla Banca d'Italia, senza compiere atti di preferenzialità che di fatto restringono i margini, sclerotizzano il credito e impoveriscono ulteriormente lo sviluppo del nostro Paese.

Ognuno deve fare la sua parte; il Governo sta facendo la sua, le Banche devono fare le banche. Le altre imprese del credito faranno la loro se saranno messe nella condizione di sviluppare la loro iniziativa. Esse sono na realtà vigile e viva sul territorio.

On. Benito Pavoni - Presidente Confidi AdNovas SpA

Lo sviluppo naturale, risulta essere quello del passaggio all’elenco speciale ex art.107 o addirittura quello della trasformazione in Banca di Garanzia. Una svolta epocale che mentre disegna, per alcuni, un futuro da intermediari vigilati ma determina per tutti un mercato sul quale sono destinati ad affermarsi esclusivamente i confidi che, a prescindere dall’eventuale trasformazione in intermediari finanziari e creditizi, manterranno intatta la capacità di assistere le imprese socie, accompagnandole e sostenendole nel rapporto con le banche.

E’ su questa linea e con questi propositi che Confidi Ad Novas spa promuove un incontro con i Cittadini e gli Operatori economici del Basso Lazio sul tema:

“UN AIUTO CONCRETO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE”

Evento che si terrà a Colleferro il 30.04 alle 15.30 presso la sala Konver “Aldino Ripari” - Colleferro di Roma

Parteciperanno ed interverranno :

  • Mario Cacciotti Sindaco di Colleferro
  • Dott. Alberto Terrinoni - AD Confidi AdNovas SpA
  • On. Benito Pavoni - Presidente Confidi AdNovas SpA
  • On. Silvano Moffa - Commissione Finanze della Camera
  • On. Alfredo Pallone - Consigliere Regionale candidato all'Europarlamento
  • On. Antonello Innarilli - Commissione Ambiente della Camera e candidato alla Prov. Frosinone

Considerazioni conclusive del Vice Presidente della Commissione Europea : On. Antonio Tajani

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